Ci conviene essere ottimisti, ecco perché

Essere un ottimista o un pessimista per alcuni non fa differenza, ma la verità è che la fa eccome.

Secondo gli studi ventennali del Dott. Martin Seligman, essere ottimisti (nel senso che spiegheremo) porta con sè più benefici di quello che si immagina.
Influisce, prima di tutto, sulla nostra prospettiva futura, sulle probabilità di successo, sulla socialità e persino sulla salute fisica.

Perché molti, allora, preferiscono essere pessimisti o, come erroneamente dicono, realisti?

Queste persone non vogliono aspettarsi nulla dalla vita: in questo modo, spiegano, non soffriranno per non aver ottenuto quello che speravano.

Questa è la strategia del piccione che muore di fame: “Non cercherò cibo, perché se non ne troverò sarò stanco e morirò di fame”.

Il problema è che non si conosce il vero significato di “ottimismo” e “pessimismo“.

Proviamo allora a spiegarlo.

Il pessimista è una persona che crede di non avere controllo sugli eventi negativi.

Quando gli succede qualcosa di brutto (fosse anche bucare una ruota), crede le seguenti cose:

  • è colpa sua
  • l’evento avrà altre ripercussioni negative
  • durerà nel tempo o si ripeterà

Facciamo un esempio. Nel caso della ruota bucata, un pessimista dirà:

“Mannaggia  a me! Non sono stato attento! Lo sapevo che dovevo prendere l’altra strada, che stupido! Adesso chi lo sente mio padre? Si arrabbierà un sacco, mi sono rovinato la giornata. Queste cose mi capitano sempre, è inutile!”

Ti sembra una linea di pensieri familiare?

Analizziamo meglio il significato nascosto di queste affermazioni:

“Non sono stato attento! …che stupido!” = è colpa mia

“Si arrabbierà, mi sono rovinato la giornata” = altre ripercussioni negative

“Queste cose mi capitano sempre” = continueranno, quindi, a succedermi.

Ecco cosa significa essere pessimisti: rispondere con pensieri negativi a eventi negativi. Sta, quindi, tutto nella nostra testa e, questo modo di pensare, porta ad agire meno, tentare poco.

Passiamo alle persone ottimiste: queste credono di avere un certo controllo sugli eventi, sia positivi che negativi.

Spieghiamolo meglio.

L’ottimista, davanti a qualcosa di brutto, crede che:

  • non è colpa sua (o almeno non del tutto)
  • non avrà altre ripercussioni o si risolverà
  • non si ripeterà

Prendiamo ancora l’esempio della ruota bucata, un ottimista potrebbe dire:

“Che strada dissestata, dovrebbero aggiustarla! Adesso mi tocca far cambiare la ruota… Se chiamo subito il gommista, tra un’ora potrei essere di nuovo in strada. Domani prenderò l’altra strada, anche se è più lunga almeno è nuova”.

Una risposta molto diversa, non è così? Vediamo cosa significa:

“Che strada dissestata!” = è colpa del cattivo mantenimento della strada

“Se chiamo subito il gomista, tra un’ora sarò di nuovo in strada” = l’evento negativo finisce lì

“Domani prenderò l’altra strada” = non ricapiterà

Un ottimista risponde con pensieri positivi, inoltre reagisce agli eventi.

Non solo davanti a un fatto negativo, ma è propositivo anche nei confronti del futuro.

Molti sbagliano, pensando che una persona ottimista sia ingenua, si aspetti che le cose vadano solo bene. In realtà, l’ottimista ha intraprendenza perché crede di avere un ruolo nella propria vita, che le sue scelte abbiano conseguenze. Questo fa sì che, davanti a un fallimento, non smetterà di provare, cercherà, piuttosto, di imparare dagli errori e ritenterà ancora e ancora, fino  farcela.

Un ottimista ce la fa perchè ha il coraggio di riprovare, e solo chi ritenta e impara dal passato raggiunge i propri obiettivi.

                                                                              …

Adesso ti svelo un’altra notizia: per nascita, abbiamo già una tendenza al pessimismo o all’ottimismo.

Allora siamo spacciati?

Per nulla.

Una buona percentuale di pessimismo, invece, ci è stata trasmessa dalle persone che abbiamo avuto intorno nell’infanzia, il loro modo di rispondere agli eventi ha influenzato il nostro.

La buona notizia è che su questa percentuale possiamo lavorare ed è possibile imparare a essere ottimisti.

In che modo?

  • Prima di tutto analizzando i nostri pensieri, capendo come rispondiamo agli eventi.
  • Poi, provando a immaginare una risposta positiva (come nell’esempio precedente), anche se dovremo forzarci e non ci crederemo per nulla.
  • Infine, esercitandoci a smontare la nostra convinzione negativa.

Ti faccio un esempio:

se pensi come il pessimista, dirai che sei stato uno stupido a non prendere la strada nuova, quindi è colpa tua se la ruota si è bucata.

Domandati:

  • cosa ha bucato la ruota? (un sasso staccato dal manto stradale)
  • ho messo io lì quel sasso? (no)
  • sapevo che avrei preso quel sasso? (no)
  • la strada è mia? Potevo aggiustarla io? (no)

La logica conclusione è che non è colpa mia!

Prova a fare ragionamenti di questo tipo di continuo, inventa delle situazioni e mettiti alla prova. Puoi persino farlo con qualcuno, per confrontarvi a vicenda. Se sarai costante, inizierai ad abituarti al nuovo modo di spiegare gli eventi e a sviluppare maggiore fiducia.

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