Doodle : ecco perché farli rilassa e aiuta la memoria

Doodle : cosa saranno mai?

La lezione più noiosa della mia vita, seduta in terza fila, col quaderno degli appunti vuoto.
Ti è mai capitato?

Oppure, la telefonata infinita di quell’amica che racconta ogni dettaglio della serata precedente, senza quasi prendere fiato.
Ci sono di quelle occasioni in cui la noia è la protagonista indiscussa e non sai dove sbattere la testa. Cosa succede però se, in uno di questi momenti, ti trovi tra le mani una penna e un pezzo di carta? Di solito, senza nemmeno farci caso, inizi a scarabocchiare qualsiasi cosa, tanto per passare il tempo e questo ti rilassa. Alla fine della lezione o della telefonata, hai riempito il foglio di omini, casette, spirali e pasticci.

Oggi esiste un termine per questo tipo di disegni, vengono chiamati doodle e, secondo alcuni studi, non solo ti fanno passare la noia, hanno anche la capacità di rilassarti e migliorare la memoria.
Andiamo ad approfondirlo meglio.

 

Doodle significa proprio “scarabocchio” e si riferisce a una serie di disegnini fatti non a scopo artistico ma per diletto, in momenti in cui l’attenzione è focalizzata su tutt’altro. I doodle possono rappresentare immagini reali (persone, oggetti, luoghi) o forme e linee astratti; possono riempire il foglio senza uno schema fisso, oppure riempire una sagoma specifica.
I doodle sono facili da realizzare perché si basano su “libertà espressiva” e bastano una penna e un foglio qualsiasi.

La cosa curiosa è che la parola doodle, in origine, significava “persona sempliciotta” o “pazzo”. Negli anni ’30, la parola iniziava invece a essere usata col senso di “passare il tempo”. Solo di recente si è dato il riferimento diretto a questo genere di disegni-scarabocchi.

I più grandi doodler sapete chi sono? Gli studenti di scuola. Proprio così! Provate a sfogliare i loro libri e diari e troverete tanti scarabocchi, caricature di insegnanti e compagni di classe, linee e decorazioni senza senso o cornici bizzarre attorno a frasi e appunti.

 

 

Gli effetti dei doodle sulla mente

Uno studio del professor Jackie Andrade, dell’Università del Plymouth, ha mostrato come fare doodling (scarabocchiare durante un’attività noiosa) aumenti la concentrazione e quindi la capacità di memorizzare. Pare infatti che scarabocchiare equilibri i livelli di eccitazione che, durante periodi di noia, di solito sono elevati e non aiutano a concentrarsi.

Fare doodling con frequenza, inoltre, è un vero e proprio esercizio che sviluppa la creatività. La creativtà è una risorsa che ha più valore di quanto ci aspettiamo, perché una mente creativa è più brava a risolvere problemi e trovare soluzioni ( a casa, a lavoro, nelle relazioni), quindi migliora la qualità della vita.

Fare doodling rilassa, perché si tratta di disegni che non hanno nessuna pretesta artistica, quindi non c’è ansia da prestazione, non esiste scopo, se non il libero esprimersi.

Far doodling aumenta la consapevolezza di sè, perché concede momenti per se stessi in cui abbandonare le tensioni e i pensieri, ascoltare come sta il nostro corpo e quali sentimenti proviamo in quel momento. In questo modo ci si conosce sempre meglio, anche dopo l’attività di doodling.

Come si fa doodling

Prendi un foglio, una penna e inizia da un angolo in basso. Parti con delle linee e poi continua senza pensarci troppo: curve, cerchi, figure, una sull’altra, intrecciate, che si sfiorano, riempite di inchiosto o lasciate vuote.
Oppure disegna una sagoma semplice, magari il contorno della tua mano, e poi riempila di decori a caso.
Se preferisci avere un supporto visivo, cerca su internet i doodle esistenti e lasciati ispirare dalle forme che preferisci, copiale, elaborale, intrecciale.

Ti lascio con un’ultima curiosità.
Molti poeti, scrittori e famosi artisti usavano fare doodle su taccuini o pezzi di carta. Tra i più conosciuti ti cito Alexander Pushkin, Leonardo da Vinci, Ronald Reagan e Bill Clinton.

 

 

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